fbpx

Rialzo dei prezzi delle case. Bankitalia conferma!

Si confermano i segnali di un rialzo dei prezzi delle case.

Come ogni anno la Banca d’Italia realizza un sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia:

L’ultimo sondaggio, che ha coinvolto ben 1.560 agenti immobiliari,  evidenzia una crescita della quota di agenzia mai cosi alta dal 2009.

Per capire come si sono individuati i segnali di un rialzo dei prezzi delle case,  riportiamo di seguito le conclusioni del sondaggio:

“I giudizi sulle condizioni della domanda sono migliorati, mentre si è accentuata la flessione dei nuovi incarichi a vendere. I tempi di vendita sono lievemente diminuiti, a fronte di uno sconto medio sul prezzo richiesto al venditore mantenutosi costante.

Le prospettive degli operatori, con riferimento sia al proprio mercato sia a quello nazionale, sono lievemente peggiorate per il trimestre in corso, ma rimangono favorevoli su un orizzonte biennale.

Resta diffusa tra gli agenti la percezione che l’epidemia eserciti nel complesso un effetto espansivo sulla domanda di abitazioni e una spinta al rialzo dei prezzi delle case, che si prolungherebbe almeno fino al termine del 2022.

Prezzi stabili per il 66,9%

Nel IV trimestre del 2021 si è consolidato il saldo positivo fra i giudizi di aumento e riduzione delle quotazioni immobiliari (3,7 punti percentuali, da 0,6 nella rilevazione precedente).

Rimane tuttavia sostanzialmente invariata al 66,9 per cento la quota di operatori che esprimono giudizi di stabilità dei prezzi.

La percentuale di agenzie che hanno venduto almeno un’abitazione nel IV trimestre è salita all’86,7 % (dal 82,4 % ), il livello massimo dall’inizio della rilevazione nel 2009.

Rispetto alla rilevazione dell’anno precedente:

  • La superficie media degli immobili compravenduti è rimasta pressoché stabile: per il 56,9 % è compresa fra gli 80 e 140 Mq e per il 37,0% è  inferiore agli  80 Mq.
  • La quasi totalità delle case vendute era libera.
  • Circa tre quarti risultavano parzialmente da ristrutturare, contro poco meno del 20% di abitazioni nuove o in ottimo stato.
  • Classe Energetica mediamente bassa. Circa il 64,1 per cento delle unità vendute di classe F o G.
  • In linea con l’anno precedente, il 46,3 per cento dei potenziali acquirenti intendeva acquistare una prima casa di proprietà per sé o per i propri familiari e circa il 30 per cento desiderava cambiare abitazione.
  • É lievemente aumentata, al 16,9 per cento, la quota di coloro che hanno ricercato una seconda casa a fini di investimento.

Ancora in diminuzione gli incarichi per le vendita immobiliare:

  • Il saldo negativo fra la percentuale di agenzie che segnalano un aumento di nuovi incarichi per le vendita e la percentuale di quelle che ne indicano una flessione è ulteriormente peggiorata (a -36,3 punti percentuali da – 27,8 nella scorsa rilevazione), soprattutto per l’andamento nelle aree non urbane.
  • È divenuto ancor più negativo  il saldo fra coloro che ravvisano un aumento delle commesse inevase e coloro che ne osservano una riduzione (-39,8 da -25,3).
  • Il saldo positivo tra i giudizi di crescita e di diminuzione del numero dei potenziali acquirenti si è invece ampliato (7,9 punti percentuali, da 3,0 nella precedente indagine), mantenendosi tuttavia su livelli più contenuti rispetto a quelli registrati in primavera; il miglioramento è interamente ascrivibile alle aree urbane.

Sconto stabile, in diminuzione i tempi di vendita:

  • Lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore si è mantenuto costante rispetto alla rilevazione precedente (al 9,7 %); i tempi di vendita si sono lievemente accorciati (da 6,4 da 6,2 mesi).
  • Più della metà degli agenti riporta che il valore delle offerte ricevute è stato ritenuto troppo basso dal venditore oppure che i prezzi richiesti sono stati giudicati troppo elevati dai compratori.
  • È aumentata di tre punti percentuali (al 29,8 per cento) la quota di agenzie che segnalano una momentanea rinuncia alla vendita da parte dei proprietari in attesa di un rialzo dei prezzi.
  • La quota di compravendite finanziate con mutuo ipotecario è salita al 73,0 %(dal 71,3 %), avvicinandosi ai valori dell’estate 2019. Il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile è rimasto pressoché stabile intorno al 78 %

Salgono i canoni di affitto:

  • La percentuale di operatori che hanno dichiarato di aver locato almeno un immobile nel IV trimestre è leggermente diminuita (dal 80,2% al 79,4 % )
  • Nelle aree urbane i giudizi di aumento dei canoni di affitto sono tornati a prevalere su quelli di riduzione (con un saldo di 8,4 punti percentuali, da -6,3); nelle aree non urbane il saldo, già positivo nelle due rilevazioni precedenti, si è ulteriormente ampliato (12,0 punti, da 10,9).
  • È altresì proseguito il rialzo del saldo tra le attese di aumento e diminuzione dei canoni di locazione per il trimestre in corso (10 punti percentuali, da 5,7); il saldo è maggiore nelle aree non urbane. Il margine medio di sconto rispetto alle richieste iniziali del locatore è rimasto stabile al 3,2 per cento. Il saldo negativo tra la quota di agenzie che hanno riportato incarichi a locare in crescita nel IV trimestre e quelle che ne hanno segnalato una diminuzione si è ulteriormente ampliato (-31,9, da -25,2).

Peggiorano le attese:

Le attese delle agenzie per il I trimestre sono lievemente peggiorate, riguardo sia al proprio mercato di riferimento sia a quello nazionale: i saldi tra aspettative favorevoli e sfavorevoli sono passati rispettivamente a -1,0 da 2,7 punti percentuali e a 0,3 da 4,0.

Tuttavia, considerando un orizzonte biennale, le prospettive rimangono nel complesso favorevoli. Si è ampliato il saldo negativo tra le attese di aumento e diminuzione dei nuovi incarichi a vendere nel trimestre in corso (-11,4 da -6,9). Le aspettative sull’evoluzione dei prezzi di vendita rimangono orientate al rialzo, con un saldo fra attese di aumento e diminuzione ancora positivo, seppur in lieve attenuazione rispetto alla rilevazione precedente (4,9 punti percentuali, da 5,3).

Pressione dei prezzi al rialzo:

La differenza tra la quota di agenti che ritengono che l’epidemia induca nel complesso un’espansione nella domanda di abitazioni e quella di chi ritiene che l’impatto sia al ribasso è rimasta positiva, seppur in diminuzione (dal 35% al 29%)

È invece aumentata la quota di operatori che pensano che la pandemia determini una riduzione dell’offerta di abitazioni (44,0 per cento, da 35,6). Al contempo, è nuovamente cresciuto il saldo fra le agenzie che si attendono un rialzo dei prezzi di vendita a seguito dell’emergenza sanitaria e coloro che ne immaginano una flessione (8,0 punti percentuali, da 1,1). Oltre il 70 % degli agenti immobiliari si aspettano che gli effetti di stimolo sulla domanda e sui prezzi si protrarranno almeno fino alla fine del 2022.

È ulteriormente salita la quota degli operatori che si attendono una maggiore domanda di locazioni per effetto dell’epidemia (al 43,1 per cento, da 41,4), ma contestualmente è salita lievemente quella di chi ne prefigura una diminuzione (dal 24,1 per cento dal 28,5). Il numero degli agenti che segnalano come l’epidemia spinga al rialzo i canoni di locazione è nettamente prevalente su quello di quanti indicano una spinta al ribasso (31,6 per cento contro 19,6).

È ormai certificato il rialzo dei prezzi delle case in Italia,  capire l’impatto di queste dinamiche potrà avere sulla vostra casa, potrebbe rivelarsi utile conoscere prezzo e tempi di vendita, richiedendo una valutazione gratuita  ad un professionista qualificato.

Contattaci per una consulenza gratuita .

Partecipa alla discussione

Confronta gli annunci

Confrontare